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Riqualificazione energetica: il caso del risanamento conservativo

Il risanamento conservativo rappresenta un’importante branca all’interno del panorama della riqualificazione energetica, con particolare riferimento agli edifici storici e di pregio architettonico. In Italia, data la ricchezza del patrimonio immobiliare, questo tema assume un valore ancora più significativo.

Cosa si intende per risanamento conservativo?

Differentemente dalla ristrutturazione, che modifica profondamente l’organismo edilizio, il risanamento conservativo mira a preservare l’identità storica e architettonica dell’edificio, intervenendo in modo mirato per migliorarne le prestazioni energetiche e la fruibilità.

Obiettivi del risanamento conservativo:

  • Rispetto del valore storico e architettonico: L’intervento mira a conservare l’impronta originaria dell’edificio, preservando elementi strutturali, decorazioni, finiture e materiali originali.
  • Miglioramento delle prestazioni energetiche: Attraverso interventi mirati sull’involucro edilizio e sugli impianti, si riducono i consumi energetici e si aumenta il comfort abitativo.
  • Adeguamento sismico e funzionale: Si interviene per garantire la sicurezza dell’edificio e renderlo funzionale alle esigenze moderne, nel rispetto delle caratteristiche originarie.

Fasi del risanamento conservativo:

  • Analisi preliminare: Un team di esperti, tra cui architetti, ingegneri e restauratori, valuta lo stato di conservazione dell’edificio e definisce gli interventi necessari.
  • Progettazione: Viene elaborato un progetto dettagliato che rispetti i vincoli storico-architettonici e i requisiti di efficienza energetica.
  • Realizzazione: I lavori vengono eseguiti da imprese specializzate nel rispetto delle tecniche tradizionali e con l’utilizzo di materiali compatibili con quelli originari.
  • Controllo e manutenzione: L’edificio viene sottoposto a monitoraggi periodici per garantirne la conservazione nel tempo.

Esempi di interventi di risanamento conservativo:

  • Coibentazione dell’involucro edilizio: Isolamento di pareti, coperture e solai per ridurre le dispersioni termiche.
  • Sostituzione degli infissi: Installazione di serramenti ad alta efficienza energetica.
  • Riqualificazione degli impianti: Adeguamento dell’impianto di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria.
  • Consolidamento strutturale: Interventi per migliorare la resistenza sismica dell’edificio.
  • Restauro di facciate, decorazioni e finiture: Recupero e valorizzazione degli elementi architettonici originali.

Vantaggi del risanamento conservativo:

  • Valorizzazione del patrimonio immobiliare: Aumento del valore economico e culturale dell’edificio.
  • Risparmio energetico e riduzione delle emissioni: Minore impatto ambientale e costi energetici più bassi.
  • Miglior comfort abitativo: Maggiore benessere e qualità della vita per gli occupanti.
  • Sviluppo sostenibile: Contributo alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione del territorio.

Incentivi per il risanamento conservativo:

In Italia, sono previsti diversi incentivi fiscali per favorire gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, tra cui il bonus facciate e il bonus ecobonus.

Conclusione:

Il risanamento conservativo rappresenta uno strumento fondamentale per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano, coniugando la tutela del patrimonio storico-architettonico con l’esigenza di migliorare le prestazioni energetiche degli edifici e ridurre l’impatto ambientale.

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