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Sopraelevazione Tetto con Cordolo antisismico: Analisi delle Modalità di Posizionamento su Muratura Esistente

La scelta tra la posa del cordolo sopraelevato o a raso su muratura esistente comporta riflessioni importanti sulle implicazioni pratiche e normative dell’intervento.

La prima modalità, che prevede la sopraelevazione demolendo circa trenta centimetri delle pareti dell’ultimo piano, può risultare dispendiosa e invasiva. Questo tipo di intervento potrebbe causare disagi agli abitanti degli appartamenti o spazi sottostanti, oltre a richiedere la rimozione di eventuali solai di soffitta. Inoltre, potrebbe configurarsi come manutenzione straordinaria ai sensi dell’articolo 3 del DPR 380/01, mantenendo invariati prospetti, sagoma e volumetria.

La seconda modalità, la sopraelevazione senza demolizione, è preferita per il risparmio di tempo e costi. Inoltre, offre la possibilità di aumentare le altezze interne del sottotetto. Tuttavia, sorge la questione dell’inquadramento normativo di questo intervento.

L’inserimento del cordolo in sommità non sembra rientrare chiaramente nella manutenzione straordinaria dell’articolo 3 comma 1 lett. b) del DPR 380/01, né nell’ambito della ristrutturazione edilizia “normale”. L’incremento volumetrico, anche se minimo, potrebbe essere problematico se confrontato con le definizioni del Regolamento Edilizio Tipo nazionale.

La categoria di ristrutturazione edilizia pesante, come definita dall’articolo 10 comma 1 lettera c) del DPR 380/01, che contempla modifiche volumetriche, potrebbe essere la più adatta a inquadrare l’intervento. Tuttavia, sorgono dubbi sulla posizione dell’inserimento del cordolo in questa categoria.

L’analisi delle definizioni di volume totale, superficie totale e altezza lorda nei regolamenti edilizi nazionali suggerisce che l’incremento in quota della copertura, causato dall’inserimento del cordolo, comporti un aumento di volumetria.

L’interesse nella sopraelevazione del cordolo potrebbe aumentare se consideriamo le agevolazioni del Superbonus 110%. Questo regime fiscale concede la qualifica di manutenzione straordinaria e deroghe alle distanze e altezze per il dimensionamento del cordolo. Tuttavia, la complessità delle normative richiede cautela, e potrebbe essere necessario un permesso di costruire.

Infine, aspetti civilistici, distanze legali, norme antisismiche e adattamenti strutturali devono essere attentamente valutati, considerando le implicazioni private e legali di questo tipo di intervento. La classificazione come nuova costruzione o ampliamento fuori sagoma potrebbe variare in base a diversi fattori, e l’adesione alle normative regionali può influire sulla semplificazione delle procedure.

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Architettura Sostenibile e Termotecnica Arch. Luca Sisti

Arch. Luca Sisti

L'architetto Luca Sisti, specializzato nella progettazione di edifici residenziali e in Architettura Sostenibile, è il coordinatore e fondatore dello Studio di Architettura LSARCH dal 2018. Da anni si occupa di progettazione e gestione di interventi di riqualificazione energetica e nuove costruzioni. Le sue competenze principali includono la gestione olistica del progetto e la specializzazione in termotecnica, garantendo soluzioni innovative e sostenibili per ogni tipo di intervento.

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